L’estate, in Puglia, non si fa mancare il vino rosso. Lo cambia. Cambia il modo di servirlo, la temperatura nel bicchiere, i piatti che gli mettiamo accanto. Sul poggio di Motta della Regina, a Lucera, le vigne maturano al sole di luglio, mentre in cantina riposano i rossi delle annate passate, pronti per la tavola.
I nostri vini nascono da varietà autoctone del Nord della Puglia, prima fra tutte il Nero di Troia. Sono rossi di struttura, ma non per questo pesanti. Serviti alla temperatura giusta, un poco più freschi di quanto si usi in inverno, accompagnano bene anche la cucina leggera della bella stagione.
In queste righe raccontiamo come portare in tavola d’estate il Nero di Troia e il Cacc’e Mmitte di Lucera DOC: a che temperatura servirli, con che cosa abbinarli, e come nascono, in vigna e in cantina, i vini biologici dell’azienda.
Un rosso d’estate, servito fresco
L’idea che il vino rosso sia solo da inverno è un’abitudine, non una regola. Molti rossi danno il meglio a una temperatura più bassa di quella con cui li serviamo di solito, intorno ai quattordici o sedici gradi. Non ghiacciati, ma freschi: quanto basta a far risaltare il frutto e a togliere la sensazione di calore che il caldo estivo accentua.
Il Nero di Troia si presta bene a questo trattamento. Ha tannino e acidità che tengono la beva viva, e una struttura che non si sfalda con qualche grado in meno. La vigna cresce su un poggio calcareo a circa trecento metri, dove le notti restano fresche anche in piena estate: è una delle ragioni per cui questi rossi mantengono nervo e slancio.
In pratica, basta poco. Si tiene la bottiglia nella parte più fresca della cantina o del frigorifero, si stappa qualche minuto prima di versare, e se il vino è giovane lo si lascia respirare in caraffa. Piccoli gesti che, con il caldo, cambiano il bicchiere.
Motta del Lupo Nero di Troia, il rosso di tutti i giorni
Il Motta del Lupo Nero di Troia IGP è il nostro rosso quotidiano, schietto e beverino. Scopri il Motta del Lupo Nero di Troia per la tavola d’estate.
Il Cacc’e Mmitte di Lucera DOC
Il Cacc’e Mmitte di Lucera è una denominazione di origine controllata che riguarda un territorio ristretto attorno a Lucera. È un vino di assemblaggio, in cui il Nero di Troia si unisce ad altre uve autoctone del posto. Nasce come vino di condivisione, legato alla tavola e alla convivialità contadina della Capitanata.
Il nome racconta un gesto antico. Cacc’e Mmitte, in dialetto, richiama il caccia e metti della pigiatura di una volta: si toglieva il mosto e si rimetteva l’uva, in un lavoro rapido e comune, spesso condiviso tra più famiglie. Un vino nato per essere versato e diviso, più che tenuto da parte.
Nella nostra cantina il Cacc’e Mmitte di Lucera DOC prende tre volti: il Motta del Lupo, pronto e diretto, e poi Agramante e Ferraù, più strutturati e adatti a qualche anno di riposo. Tre vini dalla stessa DOC, con caratteri distinti.
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Motta del Lupo, il Cacc’e Mmitte pronto da bere
Diretto, sincero, di buona bevibilità: è il Cacc’e Mmitte da mettere in tavola senza cerimonie. Porta a casa il Motta del Lupo Cacc’e Mmitte DOC.
Nomi da poema cavalleresco
I nostri vini portano nomi presi dall’epica cavalleresca. Agramante, Ferraù e Il Guerro vengono dall’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, il poema dei paladini, delle battaglie e degli amori del ciclo carolingio. Una scelta che lega il vino a una memoria colta e insieme popolare, familiare a chi conosce le storie dei cantastorie del Sud.
Non è solo un vezzo. Ogni nome prova a raccontare il carattere del vino. Il Guerro, Nero di Troia in purezza, è il più fiero e tannico, un rosso che chiede tempo. Agramante e Ferraù, dalla DOC Cacc’e Mmitte, giocano su equilibrio e struttura. Sono vini che invecchiano bene, e che al tavolo tengono testa ai piatti importanti.
È un filo che lega la cantina alla cultura popolare del Mezzogiorno, dove le gesta dei paladini si raccontavano nelle piazze e sui carretti dipinti. I nomi dei guerrieri del poema, sulle nostre bottiglie, tengono viva quella memoria. Bere questi vini, in fondo, è anche ricordare quelle storie.
Agramante, il Cacc’e Mmitte da meditazione
Più profondo e disteso, adatto a un secondo di carne o a un formaggio stagionato. Scopri Agramante Cacc’e Mmitte DOC.
Come nascono, sul poggio di Motta della Regina
Le vigne coprono undici ettari attorno ai fabbricati dell’azienda, sul poggio calcareo esposto a sud, a circa trecento metri sul livello del mare. Il terreno è inerbito con essenze spontanee, la densità è di cinquemila piante per ettaro, le rese restano contenute. Come per i pomodori e per il grano, anche qui la scelta è coltivare poco e bene.
La vendemmia è manuale. Il mosto fermenta in tini tronco-conici di legno, con lieviti indigeni della cantina, senza lieviti selezionati: è la fermentazione spontanea, un ritorno alla vinificazione degli anni Trenta che abbiamo reintrodotto nel 2015. Le pratiche sono biologiche e vegan, senza sostanze di sintesi e senza prodotti di origine animale.
C’è una regola che seguiamo da vent’anni: quando l’annata non è all’altezza, si salta. È successo cinque volte in vent’anni. Preferiamo non produrre piuttosto che imbottigliare un vino che non ci convince. L’affinamento avviene in acciaio o in rovere francese non tostato, per non coprire il frutto con il legno.
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Ferraù, struttura ed equilibrio
Un Cacc’e Mmitte di ottima qualità, pensato per la tavola delle occasioni. Assaggia Ferraù Cacc’e Mmitte DOC.
A tavola d’estate: gli abbinamenti
Con il caldo, il rosso trova posto accompagnando i piatti della bella stagione. Le grigliate di carne, le verdure arrostite, le melanzane e i peperoni chiedono un vino di struttura come il Nero di Troia o un Cacc’e Mmitte servito fresco. Il tannino pulisce la bocca dal grasso, l’acidità tiene il passo dei sapori decisi.
Per la cucina di mare del Sud, il pesce azzurro e le zuppe, si può scegliere un rosso più snello o passare al Motta del Lupo Rosé, Nero di Troia vinificato in rosa: fresco, sapido, con note di melograno e agrumi. È il vino da aperitivo e da prima portata delle sere d’estate.
E per un brindisi, c’è lo Spumante Pas Dosè, Metodo Classico da sole uve Nero di Troia, tra i pochi al mondo. Servito ben freddo, apre bene una cena o accompagna un fritto di pesce. Tutti i nostri vini si servono meglio quando il caldo consiglia qualche grado in meno.
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Motta del Lupo Rosé, il vino delle sere d’estate
Fresco e sapido, perfetto sull’aperitivo e sul pesce. Scopri il Motta del Lupo Rosé per l’estate.
| DALLE VIGNE DEL POGGIO DI MOTTA DELLA REGINA
Sei bottiglie da comporre come vuoi, per la tua estate |

